24 Giugno 2024

ACIDO IALURONICO

L’acido ialuronico (AI) è uno dei principali componenti della matrice extracellulare. E’ una molecola polisaccaridica, un glicosaminoglicano, formato dal ripetersi di un disaccaride costituito da N-acetilglucosamina ed acido glicuronico, con elevato peso molecolare (2-6 milioni di dalton) ed alta viscosità, raggiunge una concentrazione variabile da 0.5 a 4 mg/ mL. Ha un’elevata solubilità in ambiente acquoso e un’alta affinità con altre molecole che compongono la matrice extracellulare. E’ sintetizzato dai sinoviociti di tipo B ed è responsabile delle proprietà viscoelastiche del liquido sinoviale stesso, conferendo al liquido sinoviale la proprietà ammortizzante e lubrificante eccezionali, in particolare durante condizioni di forze di compressione. L’acido ialuronico infatti contribuisce ai meccanismi di lubrificazione nelle condizioni di carico e cerca di proteggere il tessuto dalla penetrazione di cellule infiammatorie o dagli enzimi litici che la degradano. Le artropatie articolari, inclusa la coxartrosi, sono associate a una riduzione del peso molecolare e della concentrazione di acido ialuronico nel liquido sinoviale, causando un peggioramento delle proprietà reologiche del liquido sinoviale, contribuendo quindi ulteriormente alla progressione dell’artrosi.
Nelle nuove formulazioni iniettabili di AI sono state introdotte modifiche per modulare le proprietà reologiche e la cinetica di riassorbimento della formulazione e aumentare l'efficacia in ambito clinico. L’AI ad alto peso molecolare (da 1.100-1.400 kDa) ha una funzione lubrificante, mentre il basso peso (80-100 kDa), con i frammenti ottenuti dalla sua naturale degradazione all’interno dell’articolazione, genera un effetto biostimolante.
L’acido ialuronico viene utilizzato da molti anni nella artrosi dell’anca dove viene inoculato, sia in modo ecoguidato che sotto scopia, con un ago di piccolo diametro seguendo le più comuni norme di asepsi. L'invasività delle iniezioni di AI può influire negativamente sull'aderenza del paziente al decorso della terapia, per cui è preferibile tra le formulazioni aventi uguale efficacia, ricorrere ad un numero inferiore possibile di iniezioni. Meno iniezioni implica anche un ridotto rischio infettivo per il paziente. Solitamente un ciclo implica da 1 a 3 infiltrazioni distanziate da 7 a 30 giorni una dall’altra.

Le principali proprietà dell’acido ialuronico sono:
- la viscosupplementazione cioè ripristinare le proprietà viscoelastiche del liquido
sinoviale;
- l’attività anabolica con ricostruzione dello strato superficiale della cartilagine;
- l'aumento della densità dei condrociti (cellule della cartilagine);
- l’azione antiflogistica (riduzione del versamento articolare) e analgesica, tanto migliore quanto più la situazione patologica è agli esordi;
- il miglioramento della articolarità e la prevenzione dell’usura cartilaginea con miglioramento delle attività di vita quotidiana.

L’uso della terapia intra-articolare con acido ialuronico è indicato nei pazienti che non hanno risposto a trattamenti fisioterapici e/o farmacologici. Il paziente è bene che stia a riposo per le successive 12 ore ed è consigliabile l’applicazione di ghiaccio sull’articolazione. E’ importante sospendere attività fisiche impegnative durante il ciclo di infiltrazioni.
E’ raccomandabile ripetere il trattamento ogni 6-12 mesi.
Il paziente deve essere informato che alcune volte dopo il trattamento infiltrativo ci può essere una riacutizzazione dei sintomi e talora dolore, gonfiore, sensazione di calore ed arrossamento, tuttavia transitori. Individui allergici possono andare incontro ad effetti sistemici con reazioni di ipersensibilità e anafilattoidi.


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