24 Giugno 2024

Cenni di anatomia dell'anca

L’anca (o articolazione coxo-femorale) è un’articolazione sinoviale (o diartrosi, in quanto la capsula articolare è rivestita da tessuto sinoviale) a sfera (anche detta enartrosi) che congiunge l’arto inferiore al bacino, in particolare unisce la testa del femore all’acetabolo dell’osso iliaco (che rappresenta una parte del bacino).

L’anca è costituita da:
- superfici articolari;
- capsula;
- legamenti;
- vasi, nervi, muscoli.

Superfici articolari

Le due superfici articolari che formano l’anca sono la testa femorale e l’acetabolo dell’osso iliaco, entrambe rivestite di cartilagine ialina, la cui funzione è quella di ammortizzatore oltre che di ridurre l’attrito fra di loro durante il movimento. La cartilagine che riveste la testa femorale raggiunge uno spessore massimo di 4 mm nella regione superiore e si assottiglia man mano che si avvicina all’equatore dell’emisfero.
La testa femorale in un uomo adulto ha un diametro che oscilla da 40 a 60 mm e si prosegue nel collo del femore (che è circa di 3/4 del diametro della testa) ed ha una forma approssimativamente sferica (circa i 2/3 di una sfera); al centro presenta una depressione detta fovea capitis, sede di inserzione femorale del legamento rotondo.
L’acetabolo, chiamato anche cotile, è costituito dalle tre ossa che formano l’osso iliaco, cioè l’ilio, l’ischio e il pube.
Il collo del femore è normalmente antiverso in rapporto all’asse intercondilodeo del femore, con una variabilità fra i due sessi e in base ai caratteri genetici: gli uomini presentano una media di 7° , le donne di 10°.
Un anello o cercine di fibrocartilagine (labbro acetabolare) delimita il contorno acetabolare e garantisce la stabilità dell’anca alloggiando la testa del femore; l’effetto del labbro cartiolagineo è di approfondire la cavità acetabularie e di aumentare la stabilità dell’articolazione. La presenza del cercine assicura che almeno il 50% della testa femorale sia coperto. All’interno dell’acetabolo in corrispondenza della superficie superiore si trova la superficie lunata, che si articola con la testa del femore, mentre a livello della superficie inferiore si trova l’incisura acetabolare che viene chiusa dal legamento trasverso dell’acetabolo ed accoglie il legamento rotondo. La parte centrale dell’acetabolo detta fossa acetabolare contiene un tessuto adiposo (detto pulvinar) rivestito da tessuto sinoviale.

Capsula Articolare

La capsula articolare ha la funzione di chiudere l’articolazione dell’anca tenendo insieme la testa del femore e l’acetabolo; è costituita da tessuto connettivo fibroso denso. Al suo interno è rivestita da tessuto sinoviale che ha la funzione di produrre il liquido sinoviale che a sua vola nutre le cellule cartilaginee contribuendo a lubrificare l’articolazione.

Legamenti

I legamenti dell’anca sono costituiti da tessuto connettivo fibroso denso e si possono distinguere in intracapsulari (legamento rotondo del femore e legamento traverso dell’acetabolo) ed extracapsulari (legamento ileofemorale, pubofemorale e ischiofemorale).

Il legamento rotondo, è lungo 3,5 mm, ha la funzione di stabilizzare l’anca e serve per nutrire la testa del femore attraverso l’arteria della testa femorale, branca dell’arteria otturatoria. Entra in tensione nei movimenti di adduzione dell’anca.
Il legamento traverso dell’acetabolo contribuisce a formare il forame acetabolare, insieme all’incisura acetabolare, attraverso cui passano vasi e nervi.

Il legamento ileofemorale del Bigelow, a forma di Y rovesciata, è anteriore, molto robusto e va dall’osso iliaco e dalla spina iliaca antero-inferiore fino alla linea intertrocanterica e contribuisce a mantenere la postura eretta limitando l’iperestensione.
Il legamento pubofemorale è anteroinferiore e origina dalla porzione pubica dell’acetabolo e dalla cresta otturatoria del ramo superiore del pube fino al margine inferiore del collo del femore e al legamento ileofemorale. Questo legamento ha la funzione di prevenire l’eccessiva abduzione.
Il legamento ischiofemorale è posteriore e origina dalla porzione ischiatica dell’acetabolo e termina al livello della parte superiore del collo del femore. Contribuisce a prevenire l’iperestensione dell’anca.

Vasi, nervi e muscoli

Le arterie dell’anca sono rami delle arterie circonflesse mediale e laterale del femore, del ramo profondo dell’arteria glutea superiore e dell’arteria glutea inferiore. Il ramo posteriore dell’arteria otturatoria vascolarizza la testa del femore (arteria del legamento rotondo). Alla base del collo del femore è presente un anello vascolare extracapsulare irrorato posteriormente da una branca dell’arteria circonflessa mediale e anteriormente da una branca dell’arteria circonflesso laterale.
Numerose piccole branche arteriose ascendenti si dipartono dall’anello arterioso e perforano l’articolazione dell’anca a livello dell’inserzione capsulare.
L’innervazione dell’anca deriva dal plesso lombosacrale, in particolare i nervi interessati sono il nervo femorale per la parte anteriore dell’articolazione, il nervo otturatore per la parte inferiore, il nervo gluteo superiore per la parte superiore e il nervo dei muscoli quadrato del femore e gemello inferiore per la parte posteriore.

I muscoli dell’anca sono:

- estensori: bicipite, semimembranoso, semitendinoso e grande gluteo;
- abduttori: piccolo e medio gluteo, tensore della fascia lata e fibre posterolaterali del grande gluteo;
- adduttori: pettineo, gracile, adduttori breve, medio e grande;
- flessori: ileopsoas, sartorio e retto femorale;
- extrarotatori: piriforme, otturatore esterno, otturatore interno, quadrato del femore, gemello superiore e gemello inferiore, grande gluteo;
- intrarotatori: fibre anteriori del piccolo e medio gluteo, tensore della fascia lata.
I movimenti consentiti dall’anca sono (dalla posizione prona):
1. Estensione di 20-30°
2. Flessione di 120-135°
3. Abduzione di 45-50°
4. Adduzione di 20-30°
5. Intrarotazione di circa 45°
6. Extrarotazione di circa 45°

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