21 Aprile 2024

Fisioterapia assistita da terapista prima dell'intervento di protesi di anca

Il fisioterapista può istruire il paziente su come lavorare per rinforzare i muscoli del cingolo pelvico attraverso un idoneo programma di potenziamento muscolare. La debolezza dei glutei è comune infatti nell’immediato periodo preoperatorio, come conseguenza di un’atrofia da disuso che si sviluppa per il mancato carico sull'arto dolente. Il quadro clinico e radiografico può indicare diversi livelli di compromissione articolare, per cui anche le prestazioni funzionali possono essere notevolmente differenti. Da una condizione di semplice dolore limitato alla esecuzione di movimenti particolari, alla presenza di un dolore costante che impedisce di svolgere le normali attività quotidiane e di dormire la notte. Il trattamento va quindi commisurato a queste condizioni e verificato e coordinato con il medico ortopedico. Gli esercizi a cui si sottopone il paziente sotto la guida del terapista, hanno lo scopo principale di rinforzare i muscoli degli arti inferiori (glutei e quadricipite femorale in particolare) consentendo di acquisire quindi sicurezza e aumentare la mobilità articolare dell’anca. Gli obiettivi della fisioterapia in questa fase sono la riduzione del dolore, la stabilizzazione dell’articolazione, il rinforzo muscolare selettivo, la riduzione dell’edema, indicazioni per la vita quotidiana, eventuale consiglio di ortesi e ausili.

I fisioterapisti svolgono un ruolo importante nella rieducazione propriocettiva correggendo una condizione di disequilibrio che la riduzione del movimento, causata dal dolore, determina nel paziente, limitando le funzioni di controllo propriocettivo; il terapista quindi non solo educa il paziente ma ne controlla anche la capacità di eseguire correttamente i vari esercizi. Con l’utilizzo di particolari strumenti (isocinetica) il terapista può impostare esercizi nel range di movimento non doloroso (sotto soglia), selezionare il tempo di contrazione, il tempo di permanenza dell’esercizio, la velocità di esecuzione, il numero di ripetizioni.

Attraverso vari trattamenti manuali, come la mobilizzazione articolare passiva, il linfodrenaggio, il taping neuromuscolare (che oltre a consentire il rilassamento dei muscoli, dei tessuti e l’aumento della circolazione, agisce anche sulla sensibilità) il terapista può contribuire a ridurre la sintomatologia dolorosa del paziente e recuperare almeno in parte l’articolarità.

Un ulteriore trattamento manuale è rappresentato dalla massoterapia; questa si svolge con massaggi che, utilizzando tecniche diverse (impastamento, frizione, sfioramento, percussione e vibrazione), possono ridurre gli stati infiammatori, ridurre il dolore e recuperare la mobilità del paziente. Quando la muscolatura è tesa e dolente il massaggio decontratturante offre un immediato benessere.

I terapisti occupazionali possono mostrare al paziente il modo migliore per eseguire le attività quotidiane riducendo la pressione sull’anca malata.


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