24 Giugno 2024

Fisioterapia con mezzi strumentali (cure fisiche) prima dell'intervento di protesi di anca

1. MARCONITERAPIA

Sono onde corte dell’ordine di 3 – 30 metri con una frequenza di circa 10 – 12 milioni di periodi al secondo. Il trattamento viene generalmente eseguito mediante due elettrodi contrapposti formati da un disco metallico rivestito da un piatto isolante in vetro o in plastica, montati su supporti rigidi e snodati che cingono la parte da trattare ma senza contatto. E’ necessario evitare che nel campo di trattamento siano compresi degli indumenti, mezzi di sintesi o protesi. Il soggetto non deve accusare un calore violento ma solo una piacevole sensazione di tepore. La durata di ogni seduta i Marconi terapia è di circa 15 – 20 minuti; un ciclo completo comprende 10 applicazioni quotidiane e fra un ciclo e l’altro si consiglia un intervallo di almeno una decina di giorni.

2. ULTRASUONOTERAPIA

E' considerata una terapia termica meccanica esogena (in cui il calore deriva da una fonte esterna al corpo) che, attraverso la penetrazione delle onde sonore ad alta frequenza, ha un’azione di massaggio cellulare ed intercellulare ad alta frequenza procurando un’azione terapeutica analgesica, antiflogistica, fibrolitica, decontratturante muscolare e di stimolo metabolico circolatorio. La durata di una seduta di trattamento varia tra i 10 e i 15 minuti.

3. TECARTERAPIA

E’ una forma di termoterapia endogena (cioe induce la produzione di calore a partire dall'interno del corpo) che produce 3 effetti biologi, l'incremento del microcircolo, la vasodilatazione e l’incremento della temperatura interna. Una seduta di dura generalmente tra i 20 e i 30 minuti e gli effetti sono apprezzabili dopo un ciclo di 5-10 sedute ravvicinate nel tempo.

4. LASERTERAPIA

Utilizza l'energia luminosa di un laser per ridurre il dolore e l'infiammazione, accelerare la guarigione dei tessuti danneggiati, rilassare i muscoli e stimolare la rigenerazione dei nervi attraverso effetti biologici di tipo chimico, meccanicio e termico. In base alla sorgente che li genera i laser più utilizzati in fisioterapia sono i laser diodici e il laser NdYag (NeodimioYag). Ogni seduta può variare dai 5 ai 15 minuti, con risultati già dopo 3-5 sessioni di terapia.

5. MAGNETOTERAPIA

Si avvale dell’utilizzo di onde elettromagnetiche, capaci di interagire con le cellule senza provocare un aumento del calore corporeo, per cui può essere impiegata anche in presenza di mezzi metallici interni, come protesi al ginocchio o all’anca. Per vedere i primi effetti benefici, occorre sottoporsi ad almeno una decina di sedute della durata di circa 30 minuti ciascuna.

6. TENS

Si tratta di un’elettroterapia (T.E.N.S. è l'acronimo di TransCutaneous Electrical Nerve Stimulation ovvero stimolazione elettrica nervosa transcutanea) ad azione antalgica attraverso impulsi elettrici applicati sulla cute che attivano, attraverso una corrente alternata, fibre nervose di grosso diametro riducendo la percezione del dolore; gli impulsi posso essere di breve durata ed alta frequenza (effetto rapido ma di breve durata) oppure di lunga durata e bassa frequenza (effetto antalgico di lunga durata). E’ spesso utilizzata nei soggetti che non possono assumere farmaci antidolorifici, a causa di intolleranze o di effetti collaterali indesiderati. Una seduta di TENS dura circa di 30 – 40 minuti. Sono disponibili anche apparecchi per uso domiciliare.

7. ONDE D’URTO

Sono onde acustiche ad alta energia generate in rapidissima sequenza ed in grado di propagarsi in un mezzo acquoso, compresi i tessuti di cui è composto l'organismo. La propagazione di queste onde acustiche nei tessuti dell'organismo evoca una serie di reazioni biochimiche che producono effetto antinfiammatorio, antidolorifico, antiedemigeno, incremento della vascolarizzazione locale e l'incremento dei processi metabolici e quindi di riparazione tissutale. Il trattamento dura pochi minuti, mediamente si eseguono 3 sedute terapeutiche effettuate ad intervalli di circa 1-2 settimane. I vantaggi più importanti sono: una riduzione dell’uso di farmaci, una relativa assenza di effetti collaterali.

8. CRIOTERAPIA

Viene utilizzato del ghiaccio: il trasferimento tra quest'ultimo e il corpo avviene per mezzo di un meccanismo di conduzione e porta a un abbassamento generale della temperatura corporea. L'utilizzo della crioterapia non ha in pratica controindicazioni, è utile in fase acuta e in presenza di gonfiore; deve essere somministrato per intervalli brevi di tempi e ripetuto più volte. I modi in cui possiamo servirci della crioterapia sono:
- Criosix, Game ready.
- Diatermia/Tecarterapia con Tecnosix recorder, Ghiaccio spray.
- Bende elasto-compressive raffreddate.
- Borsa del ghiaccio (10-20 minuti ogni poche ore).
- Bagni di ghiaccio (12°-15° C per 5-20 minuti).
- Iperbarica gassosa (CO2 pressurizzata a -78° C).
- Camera criogenica (Azoto Liquido a -120° C per 1-3 minuti).

Un precoce ed ottimale trattamento con crioterapia produce nel breve e medio termine i seguenti effetti:
- Diminuzione del dolore con un effetto analgesico breve termine.
- Locale e profonda vasocostrizione.
- Diminuzione edema.
- Diminuzione ematoma.
- Diminuzione degli spasmi muscolari.
- Riduzione dell'attività metabolica enzimatica.
- Diminuzione della domanda di ossigeno cellulare.
- Miglioramento R.O.M..
- Aumento forza muscolare.

9. MESOTERAPIA

Deve essere praticata solo da un medico che, attraverso un ago piccolissimo (4mm), inietta farmaci nello strato cutaneo (iniezioni intradermiche); si utilizzano in genere farmaci antiinfiammatori, anticontratturanti, anestetici locali, da soli o in combinazione tra loro, la somministrazione viene ripetuta a distanza di giorni o settimane, invece che quotidianamente. Vengono richieste dosi minori di farmaco e l’effetto è più prolungato. Persone che non possono assumere antinfiammatori per problemi gastrointestinali, renali o circolatori, possono invece essere sottoposte alla mesoterapia. L’efficacia della mesoterapia è dovuta alle alte concentrazioni raggiunte dal farmaco nel derma sottostante. Si effettuano solitamente due sedute a settimana per almeno quattro sedute.

10. IONOFORESI

E' una tecnica elettroterapica che consente la somministrazione di un farmaco per via transcutanea nell’organismo grazie all’impulso fornito da una corrente continua che permette di veicolare il principio attivo, attraverso la pelle, solo alla zona interessata, dove agisce per ridurre l'infiammazione e produrre un elevato effetto antalgico. Non possono effettuare tale trattamento coloro che hanno un pacemaker, chi soffre di epilessia, chi ha una ridotta sensibilità della pelle, chi presenta una lesione cutanea nell’area interessata al trattamento, le donne in gravidanza. La durata di una seduta è di circa 20-30 minuti.

11. RADARTERAPIA (DIATERMIA)

E' una terapia termica che utilizza onde elettromagnetiche con banda di frequenza delle microonde, che determinano lo sviluppo di calore per una profondita’ di 3-4 cm nella zona di applicazione, oltre ad una vasodilatazione della durata di circa 20 minuti dopo il trattamento. Gli effetti della radarterapia sono il rilassamento muscolare, un’azione antidolorifica e trofica dei tessuti. Il trattamento prevede un ciclo di 10 sedute della durata di 20 minuti ciascuna.

12. INFRAROSSOTERAPIA

Si tratta di onde elettromagnetiche non visibili a occhio nudo, a bassa frequenza e con un forte potere termico, ossia capaci di emettere calore. Tali onde sono capaci di scaldare in profondità la zona irradiata, permettendo una maggiore circolazione sanguigna locale e una conseguente migliore ossigenazione dei tessuti, questo facilita la rigenerazione tessutale. Inoltre, le irradiazioni sono in grado di agire sulle terminazioni nervose con effetto analgesico, rilassando i muscoli e riducendo gli stati dolorosi. Questo tipo di terapia, riducendo contratture e stati dolorosi, prepara le zone da trattare per i paralleli trattamenti terapeutici seguiti dal fisioterapista.

13. IDROCHINESITERAPIA

L’immersione del corpo in acqua, fino al tronco, provoca una riduzione della forza di gravità con uno scarico del peso corporeo fino al 70%. Ciò diminuisce lo stress endoarticolare con conseguente attenuazione del dolore. La pressione esercitata dall’acqua sull’arto stimola il riassorbimento degli edemi facilitando il ritorno venoso e linfatico permettendo all’articolazione di sgonfiarsi.
L’adeguata temperatura (32°C/34°C) induce un rilassamento neuro-muscolare per cui la mobilizzazione dell’articolazione in acqua è più facile e meno dolorosa. La resistenza offerta dall’acqua è funzionale al miglioramento del tono muscolare ed è possibile aumentare tale resistenza con l’utilizzo di varie attrezzature. Il movimento del corpo in acqua comporta in definitiva un allenamento globale e completo volto a migliorare anche l’efficienza cardiovascolare del paziente. Si parla solitamente di due o tre sedute alla settimana, per un periodo che varia a seconda della tipologia di problematica e alle effettive condizioni fisiche del paziente. La mobilizzazione in acqua è particolarmente dolce, favorendo i movimenti articolari in maniera progressiva assecondando i tempi e le modalità di ripresa di ciascun paziente.


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