21 Aprile 2024
Dicono di me

Il racconto: "Oltre il bisturi il cuore... quella marcia in più che fa la differenza"

Dov'è la felicità?
Me lo sono chiesta tante volte e banalmente mi sono sempre risposta che è nelle piccole cose. Essa tuttavia può essere ovunque, soprattutto dove difficilmente immaginiamo di poterla trovare. Qualche giorno fa mi è capitato di incontrarla paradossalmente nello spazio tondo e illuminato da tante lucine fredde sul letto di una sala operatoria. Il fascio luminoso e verdastro, che all'inizio incombeva su di me in modo sinistro, alla fine dell'intervento, quando mi sono svegliata dall'anestesia, è diventato nella mia percezione un raggio di luce e di felicità. Ho avuto subito la sensazione precisa del grande dono che avevo ricevuto. E' stata un'emozione forte e straordinaria per me.

Artefice di tutto il dottor Paolo Poli, chirurgo ortopedico di alto livello: a lui mi sono affidata a occhi chiusi quando ho avuto la drammatica consapevolezza che le mie gambe non seguivano più il ritmo e l'energia vitale dell'anima. Gonartrosi molto avanzata al ginocchio sinistro, la diagnosi. Definizione specialistica, difficile da comprendere per noi gente comune, ma molto chiara quando il suo significato è diventato la mia prospettiva di vita: voleva dire andare avanti dimezzata, col ginocchio bloccato in una sorta di buio senza senso, che prevedeva l'addio alle lunghe camminate, una precaria vita sociale, la rinuncia per sempre alle attività dinamiche e operose e il dolore come unico compagno del mio viaggio quotidiano, irrimediabilmente spento, triste e compromesso.

Quelle luci sui miei occhi si erano accese un'altra volta qualche anno prima quando per una serie di coincidenze avevo avuto la fortuna di incontrare il dottor Poli. Ed anche allora avevo imparato cosa fosse la generosità di un chirurgo. Senza neppure avermi mai vista, venuto a conoscenza del mio bisogno estremo di aiuto, mi aveva subito chiamata a casa. Cosa rara per noi "pellegrini" degli ambulatori. In quella occasione era stata la coxartrosi a bloccarmi l'anca e a farmi finire nel tunnel del dolore. Poi lo slancio vitale dello specialista e le sue eccezionali capacità umane e professionali mi hanno permesso di attraversare il buio e finalmente di rivedere la luce. Così è andata. L'incontro con la felicità e poi la rinascita, entrambe fonti di energia sana, positiva. Evviva! Potevo camminare di nuovo. Profonda e infinita fu la mia gratitudine.

Mi colpiva in quel periodo il fatto che il dottor Poli rispondeva sempre con ogni mezzo a tutti i pazienti che gli scrivevano. A qualsiasi ora, anche in tarda serata. Per lui era scontato farlo. Avvertivo da parte sua un profondo senso di rispetto verso chi gli aveva affidato la propria vita o stava per farlo. Negli anni successivi avevo visto tanta gente arresa, sofferente per l'artrosi alle gambe, incapace di fare il salto per migliorare la propria qualità della vita. Inoltre i pazienti in questo campo si erano e si sono via via moltiplicati. Per questo oggi racconto la mia esperienza, così fortemente positiva e aperta gioiosamente alla vita, per convincere altre persone ad affidarsi senza remore alle mani del chirurgo.

Già, le mani del chirurgo ... ! La prima volta che vidi il dottor Poli, non mi trovai semplicemente un camice verde davanti, ma una persona estremamente rassicurante e appassionata, non un professore che pronunciava frasi indecifrabili, ma parole chiare e semplici su argomenti complessi, in modo che io potessi comprendere bene. Ero molto fragile in quel periodo. Avevo un vuoto cosmico dentro. Tuttavia ero fortemente determinata a riprendere il mio mondo di sempre. Allora, salutandolo, strinsi la sua mano e decisi che, da quel momento in avanti, anch'io avrei fatto qualcosa per me, affidandomi a lui. La mia mano, tremante, nella sua forte e ferma.

Già ... le mani del chirurgo che ti liberano dalla malattia ... quanto sono importanti!! Ma lui lo sa? Lo sa che fiume di riconoscenza c'è nel cuore di migliaia di pazienti che, grazie alle sue mani, hanno conosciuto una seconda vita? Lo sa quanti figli, quanti nipoti, quanti nonni, quante famiglie gioiscono vedendo i propri cari tornare alla normalità della casa e smettere di soffrire? Non entro volutamente sul tema delle capacità professionali, tecniche e specialistiche del dottor Poli e della sua equipe medica, perché il livello è di assoluta eccellenza e sarei costretta a ripetermi. Tecniche d'avanguardia, competenza, totale affidabilità e assoluta serietà. Lo confermano i commenti entusiastici di centinaia di pazienti provenienti da tutta Italia e gli oltre mille interventi l'anno che lo specialista effettua come responsabile dell'Unità operativa di Ortopedia della clinica Villa Chiara di Casalecchio sul Reno (Gruppo San Donato) e a Villa Donatello di Firenze.

Ma c'è una marcia in più che, per completezza, è doveroso mettere in luce quando si prova a tracciare un profilo del professionista Poli. Con una parola, un gesto, una battuta, un sorriso ai pazienti, lui mostra sempre di volersi prendere cura, non solo di curare. E ciò grazie a una disponibilità umana rara, ricchezza di un sanitario d'eccellenza. Lui conosce l'umiltà, virtù che non abita il nostro tempo. E' generoso ed empatico e la sua modalità di relazione non è mai per sottrazione.

E' affettuoso, esprime una grande dedizione ed è sempre presente. Quando opera, chiama i parenti del malato, increduli per tanta generosità, e li informa sull'esito dell'intervento. Le sere va in reparto, dopo una giornata intera trascorsa in sala operatoria, a trovare i pazienti. La sua presenza è ossigeno che rassicura, fa guarire prima e permette di alimentare ai malati sogni, desideri e quelle speranze che spesso fanno bene alla vita. Insomma nel vortice di emozioni e di paure in cui sei – è bene saperlo - il tuo chirurgo, forte e determinato, c'è sempre e, come una ciambella, ti permette di stare a galla fino a che, bracciata dopo bracciata, non raggiungerai la riva!

Per chi è lì, nel letto di un ospedale, servono esempi, metafore, piccole e grandi luci. Serve una persona forte così, che ti riporti al presente, che ti riconsegni di nuovo ad una esistenza serena, improntata alla leggerezza dell'animo. Le nuove chances e le tecnologie d'avanguardia, specie nel campo della chirurgia protesica, concedono ai pazienti innovative possibilità per muoversi e camminare. Eccezionale anche la brevità dei tempi previsti per guarire. L'equipe medica del dottor Poli è al centro di questo processo e, con incredibile attualità, allarga gli orizzonti delle nostre vite.

Tutti noi, malati e no, dovremmo riflettere e fare tesoro delle parole che compaiono nel famosissimo libro "Camminare" dello scrittore Erling Kagge, che qui riportiamo: "Camminare è diventato un gesto sovversivo. Non serve essere atleti professionisti o aver scalato l'Everest ... La rivoluzione è alla portata di chiunque. Basta decidere di rinunciare a qualche comodità e spostarsi a piedi ogni volta che è possibile. Anche in città, anche nel quotidiano. Sottrarsi alla tirannia della velocità significa dilatare la meraviglia di ogni istante e restituire intensità alla vita. Chi cammina gode di migliore salute, ha una memoria più efficiente, è più creativo. Soprattutto chi cammina sa far tesoro del silenzio e trasformare la più semplice esperienza della vita in un'avventura indimenticabile".

Ecco, dottor Poli, perché le diciamo grazie ... ! Per averci dato la possibilità di rinascere, di rimetterci in gioco e di fare ancora i nostri ambiti passi! E pur apprezzando moltissimo la completezza e la chiarezza delle indicazioni tecniche che ci dà, dedichiamo un applauso sincero alla pagina più bella e poetica del suo sito, dove lei ha voluto condividere i momenti vissuti insieme ad alcuni suoi anziani e tenerissimi pazienti. Contrariamente alla cultura narcisistica dilagante, con la sua speciale sensibilità lei ha scelto di osservarli con orgoglio nel cono di luce dell'età vitale.


M.Antonietta Artesi

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