18 Luglio 2024

Terapia conservativa: modifica dello stile di vita prima dell'intervento di protesi di ginocchio

MODIFICA DELLO STILE DI VITA

1. Calo ponderale

Numerosi studi scientifici dimostrano che un calo ponderale in qualsiasi stadio della gonartrosi porta ad una riduzione del dolore e ad un aumento dell’articolarità, inoltre è stata dimostrata una riduzione della progressione dell’artrosi in proporzione alla perdita di peso.

2. Smettere di fumare

Alcuni studi hanno dimostrato una correlazione fra l’utilizzo di nicotina e aumento del dolore, riduzione dello spessore della cartilagine rispetto ai non fumatori. In particolare sembra che la nicotina aumenti il contenuto di ossido di carbonio nel sangue, per cui l’ipossia tessutale inibisce la rigenerazione.

3. Tutori o ortesi, ausili

Per quanto riguarda l'uso di un tutore specifico per il ginocchio malato ne esistono varie tipologie; la scelta del tipo di tutore più adatto spetta all'ortopedico curante e dipende, in genere, dallo stato di salute dell'articolazione interessata. Ci sono due tipi di tutori che vengono utilizzati solitamente: un tutore "di scarico" che sposta il carico dalla parte più consumata del ginocchio ed un tutore di "supporto" che aiuta a sostenere l'intero carico del ginocchio.
Utilizzare degli ausili per appoggiarsi come il bastone, delle scarpe ammortizzate, un plantare, una ginocchiera può essere utile, in particolare nella fase più acuta. Le ginocchiere per il trattamento dell'artrosi del ginocchio fanno parte della categoria dei tutori, particolarmente utile se l'artrosi è più accentuata su un lato del ginocchio. Un tutore può aiutare a stabilizzare e a migliorare la funzionalità.

4. Integratori

Glucosamina e condroitina solfato (condroprotettori) sono integratori orali che possono alleviare il dolore dell'artrosi. Sono composti da due grandi molecole che si trovano nella cartilagine delle nostre articolazioni. Gli Integratori alimentari venduti in farmacia sono solitamente composti da prodotti sintetici o animali.
Acidi boswellici. Estratti dalla resina gommosa della boswellia, un albero tipico delle regioni sub-tropicali dell’Africa e dell’India. L’essudato resinoso contiene i componenti attivi che inibiscono la biosintesi di leucotrieni infiammatori da parte della 5-lipossigenasi.
Diversi studi hanno dimostrato che gli acidi boswellici conferiscono un effetto protettivo alle cartilagini articolari inibendo gli enzimi che le danneggiano. Inoltre agiscono come immuno-modulatori inibendo la produzione di anticorpi che contribuiscono ai processi infiammatori.
Curcumina. Estratto secco della curcuma, ha proprietà anti-ossidanti, anti-artritiche e antiinfiammatorie, in quanto contrasta l’azione dei radicali liberi. In molti studi sperimentali la curcumina ha dimostrato la capacità di sopprimere numerose fasi nel processo di sviluppo dell’artrosi. Inoltre, attraverso l’inibizione dell’attivazione dei neutrofili, della proliferazione sinoviale, dell’angiogenesi e della collagenasi, la curcumina potrebbe avere un’indicazione specifica in caso di forme artritiche autoimmuni come l’artrite reumatoide.
Zenzero. Il componente attivo, 6-gingerolo, mediante un’azione inibente delle COX-2 e della produzione di nitrossido è considerato un potente prodotto naturale che contrasta l’infiammazione articolare.
Salicina. Estratta dalla pianta del salice, viene convertita dall’organismo in acido salicilico, che riduce la produzione di alcune prostaglandine a livello nervoso, con l’effetto di ridurre il dolore e il fastidio articolare. Studi di laboratorio hanno dimostrato questa attività antiinfiammatoria, dovuta essenzialmente all’inibizione delle ciclo-ossigenasi.
Vitamina D, C, E e betacarotene: La progressione dell’OA può essere rallentata nelle persone che assumono alti livelli di vitamina D,C ed E o betacarotene. Ulteriori studi devono essere condotti per supportare però queste affermazioni.

5. Sport

E’ ormai consolidato che il fatto che lesioni osteoarticolari, che si posso verificare durante numerosi sport, sono associati allo sviluppo precoce di artrosi del ginocchio; si riscontra infatti un’elevata incidenza dell’artrosi al ginocchio dopo una lesione al menisco (dopo una lesione al menisco la cartilagine e l’osso (subcondrale) subiscono maggiori sollecitazioni
locali) o al legamento crociato (anche dopo un’operazione). Lo sport agonistico con elevate sollecitazioni come il calcio, l’hockey sul ghiaccio, è associato ad un elevato rischio di artrosi precoce.
Le articolazioni artrosiche hanno bisogno pero’ di movimento, evitando però sollecitazioni eccessive. La pratica di un moderato ma costante esercizio fisico per gli arti inferiori è indispensabile, contrariamente a quello che verrebbe da pensare, per il malato di artrosi al ginocchio; l'immobilità e la sedentarietà sono solo in apparenza fonte di benefici.
Chiaramente, l'esercizio fisico deve essere mirato e non deve, in alcun modo, recare ulteriore danno alle ginocchia. Occorre interrompere attività come la corsa che sovraccaricano l’articolazione, evitare traumi ripetuti sulle articolazioni (specie in determinati lavori), magari modificando i ritmi e le posizioni corporee, ma soprattutto variandole ripetutamente. Gli sport che si possono praticare sono invece il nuoto, la bicicletta (ciclismo), la ginnastica in palestra. I programmi di trattamento includono il riposo regolare. I pazienti devono imparare a riconoscere i segnali del proprio corpo e capire quando fermarsi o rallentare per prevenire il dolore causato dal sovraffaticamento. Alcuni pazienti trovano aiuto nelle tecniche di rilassamento, nella riduzione dello stress e biofeedback.


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